La nascita delle caducifoglie.


Leggenda ********************************* già postata nel forum e sito di pinu

Nei giardini, negli spazi verdi, nella terra, una volta non vi erano troppe differenze tra le piante, se non quelle relative al tempo.

Le piante che erano nate prima, quindi oramai più grandette chiacchieravano tra di loro, e le nuove si guardavano intorno incuriosite.

La novità, una particolare fata delle piante, già da tempo girava irrequieta tra la flora, senza riuscire a capire il perché di quel nervosismo.

Il pensiero, un vento che soffiava dolce, scrisse sulla sabbia del fiume due righe.

- Non ti preoccupare ... succede sempre quando deve nascere qualcosa che vi sia una certa qual agitazione ... in questo periodo anche io sarò agitato.

La fata comprese che stavano cambiando le cose, e che non sarebbe stata proprio lei a tirarsi indietro di fronte a quella novità.

Nei giorni seguenti, la forza del vento aumentò, gradualmente sempre di più.

Tanto aumentò che le piante più piccole, più delicate cercarono riparo in quelle più grandette.

- Andiamo dalle grandi ... ci ripareranno con la loro età ...

Ci fu una grande migrazione, e come succede sempre con la vita nuova, la cosa creò subito allegria, gioiosità, festa, per tutta quella novità.

- Sì, ... guarda quella come si agita al vento, vado lì ... mi piace, ...

- Oh, io preferisco quella, guardala, com'è seria ...

Ed i giorni passarono tra il vento che aumentava sempre di più, e le giovani piante che si divertivano da morire, rincorrendosi e girando intorno alle piante più grandi.

A tutta quella festa alcune piante reagirono bene, riscoprendosi anche loro "bambine" e partecipando alla gioia, altre, prima pian piano, poi sempre più manifestamente, cominciarono a dare segni di fastidio.

Finché cominciarono a sbottare.

- Basta ... noi siamo grandi! Che cos'è tutto questo chiasso, questo vociare tremendo ... insomma!!!

Allora altre grandi piante presero le parti delle piccole.

- Ma, sì ... lasciamole fare, ... riusciamo a vederci nella loro età, allora eravamo troppo prese dal gioco per vederci ...

- Io non voglio vedermi piccola ... sono grande!

- Oh, che brontolona, tu di grande hai solo l'antipatia ...

E cominciò una grande discussione sull'età, sulla gioia, su tutto quello che nasceva sul momento.

Il vento ascoltava non visto, ma percepito, anche se la festosità delle giovani piante ne attutiva gli effetti.

Alla fine, seppur con delle differenze, le grandi piante si divisero in due settori di opinione.

Quelle che amavano la gioia delle giovani piante e quelle che ne erano quasi infastidite.

Il vento (Il pensiero) comprese l'origine di tutto ciò, e decise che occorreva far rinascere nelle ultime qualcosa che si era perduto.

Allora soffiò con sempre maggiore forza, sino a creare nelle piante una sorta di sonnolenza, di dormiveglia, quello che in seguito sarà chiamato lo stato vegetativo.

Al risveglio, sentirono, con la percezione propria di ognuna che qualcosa era cambiato.

C'era di nuovo silenzio tra le piante, più pace, ma si sentiva, si percepiva che qualcosa era cambiato.

I giorni passavano, mentre la novità prendeva piede, con grande gioia della nostra fatina, e diventava parte dell'esistenza, sino ad arrivare ad momento più fresco, infine più freddo, ed alcune piante, quelle che si erano rimaste in vario modo, infastidite dalle grida delle piante più giovani, cominciarono a sentirsi vecchie, ad addormentarsi e perdere le foglie, mentre le altre rimanevano, in virtù della loro propensione alla vita, ... sempreverdi.

Fu così che nacquero le piante che perdevano le foglie, nel periodo freddo, per poi rinascere con i tepori di quella che verrà chiamata la primavera.

Alcune piante tutte prese da se stesse lo avevano dimenticato, in questo modo, lo avrebbero ricordato ... in continuazione.

Fu così che nacquero le piante caducifoglie.

Ogni anno ricoprono il terreno dei gioiosi colori del tempo, e quando passa il periodo freddo, il tempo freddo in cui non avevano visto la nuova vita, anch'esse rinascono, avendo così modo di non dimenticare mai la bellezza della nuova esistenza.